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Le buatte non finiscono mai

a certa gente interessa la decostruzione, a certa altra pure, solo che la camuffa da linea dritta, e a ben vedere nessuno più dice cose che siano comprensibili attraverso i millenni. mi sembra importante quando i nostri codici saranno perduti, in modo così abissale da non poter più tradurre niente, ci saranno memorie a stato solido fossili che in tanti sapranno leggere senza far girare. dentro ci saranno mozart e sallustio, io e la stele di rosetta, siamo donne e mastro don gesualdo. e tra tutte queste cose due o tre saranno capite, e cioè la gomma da cancellare, il ruolo del morto a bridge e lo sciroppo di menta. gli sforzi anali di tanti artisti a noi contemporanei, per la gente futura si confonderanno con una natura spettrale, in cui i rifiuti atomici della nostra civiltà, sintetizzati da chissà quanti milioni di notti, saranno il terriccio di una nuova e rigogliosa vita dai colori inimmaginabili, che l'uomo di quel dì potrà mangiare e abitare, senza alcuna tensione ripro...

Buatta di merda

ci vuole una gran faccia di culo per presentarsi su un blog un anno e mezzo dopo l'ultimo post e mettersi a scrivere qualcosa di nuovo. bisogna essere gente proprio che non rispetta le regole, proprio. gli argomenti, però, sono tanti e interessanti, credetemi. oggi è per me l'ultimo giorno di lavoro presso la buatta di merda che per lunghi anni, nonché in modo assai intermittente, mi ha dato un impiego alimentare, e presso la quale mai più potrò essere assunto, avendo raggiunto il limite legale di 18 mesi complessivi di contratto a tempo determinato. e per fortuna. già, perché se la mia situazione economico finanziaria non è delle più agevoli, posso ora di nuovo e forse definitivamente presentarmi alla ribalta del mondo. per chi non avesse avuto genio di seguire ultimamente le mie mirabolanti peripezie, basti sapere che sono tornato ovvero ho inziato a fare musica in modo costante.

Buone nuove, niente nuove

perché hai paura che la vita non si manifesti, che tutto rimanga in sospeso. ecco perché. lo si capisce dal fatto che non scrivi più un cazzo di niente, la scrittura non può ridursi ad un fatto quantitativo, e le cose che scrivi sono vuote, e da un pezzo. fai bene a incazzarti ma la cosa che ti fa più incazzare è che incazzarsi non basta a sospendere la sospensione. ti fa incazzare che sempre meno gente ti guarda e ti ascolta sul serio. è il caso di rimettere in pratica il consiglio che qualcuno ti diede tempo fa, quello di scrivere senza rileggerti, non prima di essere arrivato in fondo alla pagina. e non inventarti la fregnaccia che il fondo pagina qui non esiste, perché invece esiste eccome. sai bene quand'è che basta, quand'è che puoi fermarti. sai bene che ultimamente hai scritto senza toccare il fondo. e non si tratta di una metafora. ci vuole coraggio e costanza per esprimere tutto il succo di un argomento. bisogna cercare con calma, non si può aver fretta che il di...

Titolo del post

altroché se scriverò qualcosa. con la penna umida di una volta, se mi riesce. penna d'uccello che ha volato lontano, e si è imbattuto in una nube, in qualche cielo. sono giorni concitati, pieni di grosse miserabili bugie, tracotanti. mi faccio guardare in modo buffo, dalla gente, più o meno. mi accorgo di quanto poco mi interessi, quello che pensino dei miei occhi fradici. oggi una ragazza mi ha guardato e detto: sei felice. non c'era ragione di esserlo, ma in quel momento lo sono stato, quando me l'ha detto, né prima né dopo. bisogna uscirsi sempre così, uscirsi, capito? starsi un po' fuori. non c'è bisogno di additivi, nel corpo abbiamo tutto, anche le droghe, sono lì, basta cercare. uscirsi e cercare un po' le droghe che abbiamo dentro. ma si tratta di sostanze potentissime, anche letali, e bisogna sapersele somministrare. sono giorni accesi, sovresposti, saturi. non accade niente eppure la memoria ne resterà improfumata, si sa, si capisce. sono giorni ...

Armstrong

e d'altronde è verosimile che una vicenda di due mesi possa essere rimossa in un tempo uguale alla sua durata, ma non superiore.

Nel buco del culo della notte 2

anche lo scorso anno ho fatto la notte il 17 agosto . nella stessa buatta di merda. non ricordo bene quale fosse il mio stato d'animo in quella circostanza, ma so che è andato peggiorando nelle settimane successive -a causa di una storia di lacrime e sangue- per poi migliorare nettamente con l'arrivo dell'autunno -e con il concludersi della storia. la Storia non insegna un ciuffo di niente. perché se da un lato ci si può rallegrare del miglioramento autunnale, non si può non tenere conto del ciclico ripetersi di un certo genere di manfrine sentimentali o del fatto che lavoro anche quest'anno nella buatta di merda. insomma capito? dodici mesi dopo, di nuovo il cuore in pezzi e stesso lavoro merdico. non mi sto lamentando, sto riflettendo. sto cercando di alzare la voce all'indirizzo della mia coscienza. in più questa è una notte dannatamente movimentata, la gente dovrebbe imparare a starsene a casa, diamine, invece di scassare i coglioni alla gente che lavora e c...

Godot

agosto a sparigi è un nascondiglio di quelli da cui non esci nemmeno tu che ti ci sei cacciato. un anno fa dovetti dire la stessa cosa, credo. ma il blog era un altro, anche lui era un nascondiglio diverso, un nascondiglio di parole che non sai dove cacciare. uno sgabuzzino. questo è sparigi ad agosto e questo è il mio blog, tutto l'anno. è il mio terzo agosto in questa città e c'è da chiedersi come faccia a cascarci sempre, in questa trappola. per carità, si sta bene, fa fresco e tutto il resto. tutto il resto cosa?