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Visualizzazione dei post con l'etichetta liberazioni

No, cioè.

M., lascia che ti dica una cosa: non capisci un cazzo. cioè, uno non può non accorgersi che sono un genio, e ascoltare le mie cose con tanta indifferenza, no.

Atelier

date a cesare quel che è di cesare, per cortesia. e poche storie. e a dio quel che è di dio. ché tanto dio non esiste e quindi non ha niente. quindi date niente a nessuno. e pure se avesse qualcosa, dio, non gli apparterrebbe, sono gli uomini che gliel'hanno dato, quel qualcosa. vabbè, ma poche storie. quel che è mio è mio, quel che è tuo non esiste. capito? ma come no? non hai capito? eppure non è difficile. non ci raccontiamo barbagiannate: quello che non è mio non è di nessuno. e importante, sai? perché poi finisce che nelle persone si instaurano desideri malati. quelli cioè di coloro che desiderano cose che non possono ottenere. che non devono ottenere, per nessuna ragione al mondo. perché alla fine della fiera quello che conta sono le ragioni del mondo, e non le fantasie di uno. è chiara la differenza? mi sembra di sì, per quanto ne so. è molto chiara. oggi è una giornata epocale. nelle giornate epocali di solito non succede niente che non sia già successo prima. non è u...

Appunti per l'integrazione dell'articolo di Stoccarda

non c'è niente come la libertà di dormire in tuta. in maniche di tuta, sdrucitissima tuta di merda. che la mattina ti svegli, fai colazione se hai tempo, poi torni in camera e l'appendi alla maniglia della finestra, la tuta, e ti vesti e vai a lavorare. e lei resta aggrappata lì tutto il giorno come un bradipo al suo ramo, la tuta, pronta a scivolarti addosso meglio di una moglie, quando vuoi tu, perlopiù di sera, dopo ogni cosa, dopo tutto. quando non resta che andare a dormire. e mi hai detto niente? andare a dormire è un fatto serissimo. non è mica una sparizione, non ti sbarazzi mica delle tue responsabilità, quando vai a dormire, nemmeno temporaneamente. ma adesso non è questo il discorso. farà anche schifo, ma con la tuta puoi dormirci, te l'assicuro. perché sei un uomo libero, e se ti affacci alla finestra vedi l'insegna dell'hotel ibis, laggiù, oltre la périphérique. vedere l'insegna dell'hotel ibis significa essere liberi, ma non so spiegarti perc...

Le cose che non sopporto #1 + un film che non ha niente a che vedere

I legal thriller. Soprattutto quelli in cui si sente dire troppo spesso "obiezione vostro onore". I tacchi a spillo. Dover parlare del più e del meno coi colleghi a pranzo. In francese. I taccagni. Avere sonno in metropolitana. I piccoli cani. Le suore. Il fatto che non si possa più andare a prendere un caffè con qualcuno senza passare per Facebook. I preservativi troppo spessi. Lady Gaga. Le smanie alle gambe. Il caffè fatto male. Le briciole nel letto. Chi non si lava. Tom Hanks e Jodie Foster. Vedetevelo. http://vimeo.com/24143654

Violino

fa troppo freddo in questa stanza. se mi decidessi a chiudere quella cazzo di finestra. la finestra è a pochissimi metri da me, due o forse tre. dovrei decidermi anche a cambiarmi d'abito. a togliermi questi panni da strada. ho cucinato con addosso questi panni. credo di essermi macchiato d'olio la maglietta nuova. credo anche che l'eccessiva l'ibertà di questo spazio finisca per generare cose insensate. ora sono in uno spazio tutto diverso. al lavoro. trova le differenze. anzitutto c'è poca l'ibertà. mi sento lo sguardo del capo sul collo, e forse ce l'ho. mi sento una corda tesa. forse è un buon modo per scrivere come si deve: dover stare in guardia perché nessuno si accorga. e per lavorare come non si deve, ma come in fondo quasi tutti i lavoratori fanno.

Lib.

la chiave è lo svuotamento. ma poi ci si ririempie. e allora la chiave è il cambio di stagione. la catena alimentare, non comunemente intesa. quella autonoma, dell'individuo. il ciclo del cibo, del nutrimento, dell'assunzione e del rilascio, dell'aspirazione e dello scarico. la chiave per aprire uno sgabuzzino pieno di cose, non necessariamente cose accatastate lì perché in disuso. magari cose accantonate perché non è stagione per quelle cose. vuotare lo sgabuzzino dei ventilatori per riempirlo di caloriferi a corrente. vuotare l'armadio dei maglioni per metterci le magliette a manica corta. io, ad esempio. per mesi non scrivo niente. il vuoto mentale, nessuna voglia di condividere pensieri o -più indietro ancora- nessun pensiero da condividere. nessun pensiero punto e basta. poi mi torna il prurito. i pensieri sono quelli che sono, spuntati, ininteressanti, lo so e non fa niente, non è un problema. il prurito è proprio epidermico, è sulle dita, nelle articolazion...