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Visualizzazione dei post con l'etichetta ridatemi il mito

Armstrong

e d'altronde è verosimile che una vicenda di due mesi possa essere rimossa in un tempo uguale alla sua durata, ma non superiore.

Nel buco del culo della notte 2

anche lo scorso anno ho fatto la notte il 17 agosto . nella stessa buatta di merda. non ricordo bene quale fosse il mio stato d'animo in quella circostanza, ma so che è andato peggiorando nelle settimane successive -a causa di una storia di lacrime e sangue- per poi migliorare nettamente con l'arrivo dell'autunno -e con il concludersi della storia. la Storia non insegna un ciuffo di niente. perché se da un lato ci si può rallegrare del miglioramento autunnale, non si può non tenere conto del ciclico ripetersi di un certo genere di manfrine sentimentali o del fatto che lavoro anche quest'anno nella buatta di merda. insomma capito? dodici mesi dopo, di nuovo il cuore in pezzi e stesso lavoro merdico. non mi sto lamentando, sto riflettendo. sto cercando di alzare la voce all'indirizzo della mia coscienza. in più questa è una notte dannatamente movimentata, la gente dovrebbe imparare a starsene a casa, diamine, invece di scassare i coglioni alla gente che lavora e c...

The domands 2.00000000000000000000000000000000000000000

lunedì primo agosto 2011. è qui che finisce l'estate, si sa. a sparigi non è nemmeno cominciata, mai. sparigi, poi: questo è il punto. mi sono posto una domanda fondamentale. più di una domanda. dove ti nascondi? dove sei? dove sei stato in tutti questi anni? perché sparigi? come si fa a essere presenti a se stessi? tutte cazzate, eh?

Il post della staffa

Tra dieci minuti stacco dal lavoro e mi chiedo per l'ennesima volta nella vita "che cazzo ci faccio qui" poi penso che tra poco vado a mangiare giapponese con un paio di amici e questa è una risposta, volendo, alla mia domanda ma certamente potrei andare a mangiare il pesce a fiumicino malgrado viva a parigi potrei andarci con un jet privato, se facessi un lavoro diverso in due ore sono a destinazione, i miei due amici me li porto dietro e cerco un ristorante lì vicino ci accompagna un taxi invece no, ora esco di qui e prendo la metropolitana che mi porta pian pianino in un quartiere un po' popolare dove andrò a spendere 15€ circa per un po' di pesce, sì, ma che non è quello di fiumicino e intanto il mondo gira , e si porta dietro gli aerei, i jet privati di chi fa un lavoro diverso dal mio questo mondo è un mare pieno di pesci strani non ultima l'ultima donna che ho pescato e che scivola via come un'anguilla e mi fa chiedere anche lei ...

Bella ciao

una mattina, alle 7 in punto, ho smesso di fumare. non è che stessi fumando, quando ho deciso di smettere. non fumo mai o quasi mai a quell'ora. se fumo a quell'ora è più probabile che si tratti di un'ultima sigaretta, quella della via di casa, dopo una festa. ma è un bel pezzo che non mi capita di fare festa fino al mattino. e poi quale festa, oggi era giovedì e dovevo andare a lavorare. mi sono svegliato, ho fatto un po' tutto quello che si deve fare, compreso uno sciaquo col colluttorio. e niente, per farla breve avevo fastidio alla gola, e ho deciso di smettere di fumare, per meglio dire ho deciso che non avrei più fumato per un po', e ho buttato il tabacco nel cestino dei rifiuti . il tabacco deve trovarsi ancora nel cestino dei rifiuti, lì accanto alla porzione di pavimento dove spesso poggiano i miei piedi, sotto la scrivania, nella mia stanza al sesto cielo . il sesto cielo, come non averci pensato prima. ho già ampiamente parlato del fatto che la stan...
citazione dall' Isola del giorno prima , di U. Eco. " Il Romanzo ", gli spiegò Saint-Savin, " deve sempre aver per fondamento un equivoco , di persona, azione o luogo o tempo o circostanza, e da questi equivoci fondamentali debbono nascere equivoci episodici , avviluppamenti, peripezie, e finalmente inaspettate e piacevoli agnizioni. Dico equivoci come la morte non vera di un personaggio, o quando una persona è uccisa in cambio di un'altra, o gli equivoci di quantità , come quando una donna crede morto il proprio amante e si spoa con un altro, o di qualità , [...] o ancora equivoci di relazione [...]. Per non dire delle false missive, di finte voci, di lettere non recapitate in tempo o recapitate vuoi in luogo vuoi a persona diversa. E di questi stratagemmi, quello più celebrato , ma troppo comune, è quello che porta allo scambio di una persona per un'altra, e dà ragione dello scambio attraverso il Sosia..."

Lib.

la chiave è lo svuotamento. ma poi ci si ririempie. e allora la chiave è il cambio di stagione. la catena alimentare, non comunemente intesa. quella autonoma, dell'individuo. il ciclo del cibo, del nutrimento, dell'assunzione e del rilascio, dell'aspirazione e dello scarico. la chiave per aprire uno sgabuzzino pieno di cose, non necessariamente cose accatastate lì perché in disuso. magari cose accantonate perché non è stagione per quelle cose. vuotare lo sgabuzzino dei ventilatori per riempirlo di caloriferi a corrente. vuotare l'armadio dei maglioni per metterci le magliette a manica corta. io, ad esempio. per mesi non scrivo niente. il vuoto mentale, nessuna voglia di condividere pensieri o -più indietro ancora- nessun pensiero da condividere. nessun pensiero punto e basta. poi mi torna il prurito. i pensieri sono quelli che sono, spuntati, ininteressanti, lo so e non fa niente, non è un problema. il prurito è proprio epidermico, è sulle dita, nelle articolazion...

Le cose migliori

Avere una memoria è una cosa fantastica. Chi studia il corpo umano sostiene che la memoria risieda in una certa area del cervello. A me sembra però che certi lampi di memoria, quelli particolarmente suggestivi, siano attivati dall'improvviso sbandamento di un automatismo, di un gesto meccanico, sbandamento causato da fatti che agiscono sui sensi, prima che sulla mente. Mi sto levando la sete col prosciutto, me ne rendo conto: tutto quello che ci riguarda passa per i sensi, è chiaro. Quello che voglio dire è che certi rari quanto insignificanti accadimenti del presente sono capaci di amplificare i sensi, per un istante brevissimo, restituendoci la sensazione chiara e persistente di qualcosa che abbiamo già vissuto. E non è déjà vu, perché, nei casi di cui parlo, la "sensazione" si riferisce ad un vissuto preciso, che sappiamo collocare esattamente nel tempo e nello spazio. In un istante, quindi, abbiamo coscienza simultanea di una storia che per essere raccontata richieder...