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altroché se scriverò qualcosa. con la penna umida di una volta, se mi riesce. penna d'uccello che ha volato lontano, e si è imbattuto in una nube, in qualche cielo. sono giorni concitati, pieni di grosse miserabili bugie, tracotanti. mi faccio guardare in modo buffo, dalla gente, più o meno. mi accorgo di quanto poco mi interessi, quello che pensino dei miei occhi fradici. oggi una ragazza mi ha guardato e detto: sei felice. non c'era ragione di esserlo, ma in quel momento lo sono stato, quando me l'ha detto, né prima né dopo. bisogna uscirsi sempre così, uscirsi, capito? starsi un po' fuori. non c'è bisogno di additivi, nel corpo abbiamo tutto, anche le droghe, sono lì, basta cercare. uscirsi e cercare un po' le droghe che abbiamo dentro. ma si tratta di sostanze potentissime, anche letali, e bisogna sapersele somministrare. sono giorni accesi, sovresposti, saturi. non accade niente eppure la memoria ne resterà improfumata, si sa, si capisce. sono giorni ...

No, cioè.

M., lascia che ti dica una cosa: non capisci un cazzo. cioè, uno non può non accorgersi che sono un genio, e ascoltare le mie cose con tanta indifferenza, no.
citazione dall' Isola del giorno prima , di U. Eco. " Il Romanzo ", gli spiegò Saint-Savin, " deve sempre aver per fondamento un equivoco , di persona, azione o luogo o tempo o circostanza, e da questi equivoci fondamentali debbono nascere equivoci episodici , avviluppamenti, peripezie, e finalmente inaspettate e piacevoli agnizioni. Dico equivoci come la morte non vera di un personaggio, o quando una persona è uccisa in cambio di un'altra, o gli equivoci di quantità , come quando una donna crede morto il proprio amante e si spoa con un altro, o di qualità , [...] o ancora equivoci di relazione [...]. Per non dire delle false missive, di finte voci, di lettere non recapitate in tempo o recapitate vuoi in luogo vuoi a persona diversa. E di questi stratagemmi, quello più celebrato , ma troppo comune, è quello che porta allo scambio di una persona per un'altra, e dà ragione dello scambio attraverso il Sosia..."

Le cose che non sopporto #1 + un film che non ha niente a che vedere

I legal thriller. Soprattutto quelli in cui si sente dire troppo spesso "obiezione vostro onore". I tacchi a spillo. Dover parlare del più e del meno coi colleghi a pranzo. In francese. I taccagni. Avere sonno in metropolitana. I piccoli cani. Le suore. Il fatto che non si possa più andare a prendere un caffè con qualcuno senza passare per Facebook. I preservativi troppo spessi. Lady Gaga. Le smanie alle gambe. Il caffè fatto male. Le briciole nel letto. Chi non si lava. Tom Hanks e Jodie Foster. Vedetevelo. http://vimeo.com/24143654

Nessuno ti obbliga

qui c'è tutto tranne l'attualità, la politica, la scienza e la religione. c'è tutto tranne l'amore, la figa e il desiderio. tutto tranne il cibo e la speranza, gli animali e il sole. c'è tutto, giuro. tranne il lavoro e l'emozione, il vino e il piacere, i cazzi per il culo e la stanchezza. c'è tutto tranne te , è meglio che lo sai. tutto tranne le terminazioni. le connessioni, insomma. qualcosa che comunichi con l'esterno . l'esterno di che? non lo so ma rimaniamo concentrati. dei bulbi, come dire. delle dita, ecco. sembra semplice. provaci tu, ad avere delle dita. difficile, non trovi? è come se ci fossero le braccia e le mani, ma non ci fossero le dita, no? c'è un movimento , un evolversi di cose, uno sviluppo. ma mancano le punte, per toccare , per ferire. per scavare un buco, una falla. per realizzare l'evasione. di che parlo? vai a sapere. vai a scoprire. vai a toccare. parlo di ricette di cucina, di ricette mediche. di...

Lib.

la chiave è lo svuotamento. ma poi ci si ririempie. e allora la chiave è il cambio di stagione. la catena alimentare, non comunemente intesa. quella autonoma, dell'individuo. il ciclo del cibo, del nutrimento, dell'assunzione e del rilascio, dell'aspirazione e dello scarico. la chiave per aprire uno sgabuzzino pieno di cose, non necessariamente cose accatastate lì perché in disuso. magari cose accantonate perché non è stagione per quelle cose. vuotare lo sgabuzzino dei ventilatori per riempirlo di caloriferi a corrente. vuotare l'armadio dei maglioni per metterci le magliette a manica corta. io, ad esempio. per mesi non scrivo niente. il vuoto mentale, nessuna voglia di condividere pensieri o -più indietro ancora- nessun pensiero da condividere. nessun pensiero punto e basta. poi mi torna il prurito. i pensieri sono quelli che sono, spuntati, ininteressanti, lo so e non fa niente, non è un problema. il prurito è proprio epidermico, è sulle dita, nelle articolazion...

Troppo sonno

L'idea era quella di scrivere un nuovo post. Ma sono stanco, e me la caverò con qualche appunto, riservandomi di tornare sugli argomenti seguenti quando mi pare e piace: - L'altra faccia di Parigi - ???