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tre riflessioni apparentemente scollegate

1. non so se è una cosa mia o una regola generale, ma ho la sensazione che una delle differenze fondamentali tra giovane e meno giovane risieda nella chiarezza del senso estetico. non riesco a dirlo meglio di così in un'espressione breve, per cui proverò ad argomentare. basteranno comunque poche parole.
penso a me giovane, vent'anni, entrare in un negozio di abbigliamento. vedo una maglietta, mi piace e se ho i soldi la compro. ma l'importante è che vedo una maglietta e mi piace, e so che mi piace. poi magari, se la compro, il giorno dopo mi accorgo che la maglietta mi fa cagare, e non la indosso più, ma intanto lì per lì, quando l'ho vista e ho deciso di comprarla, era perché mi era piaciuta e sapevo che mi stava piacendo.
forse sono proprio questi pentimenti, questa fallacia della chiarezza del senso estetico a far sì che via via essa, la chiarezza, si appanni, per evitarci talora serie conseguenze arrecate da scelte insospettabilmente avventate. e così oggi, se entr…

Calzini

Quante paia di calzini bisogna avere nell'armadio per vivere un'esistenza felice?

Cortocircuito

Credo che ordinerò su Amazon Equilibrium points in n-person games, non potendo ordinare un croissant e un pain au chocolat. Il dilemma, che in questo caso non coinvolge che me stesso, è il seguente, scomposto in fattori primi:


- ho voglia di una colazione dolce

- ho solo cose salate in casa

- potrei scendere in boulangerie

- non ho soldi contanti

- la boulangerie non prende la carta per gli importi inferiori a tot €

- il costo di ciò di cui ho voglia per la mia colazione è inferiore a tot €

- potrei allungarmi a prendere qualcosa di dolce al supermercato

- o a ritirare soldi al bancomat

- il supermercato e il bancomat non sono abbastanza vicini a casa da permettermi di uscire nelle condizioni estetiche in cui sono

- potrei farmi una doccia e migliorare il mio aspetto

- avevo deciso che oggi mi sarei rasato a zero

- non ha senso farsi la doccia prima di rasarsi a zero

- rasarsi a zero è un'operazione che richiede svariati minuti, forse un'ora

- non è possibile concentrarsi s…
per esempio questa idea qua. il compositore fa sentire un'aria alla cantante. la cantante storce il naso, non le piace. alla fine lei si convince comunque a interpretarla, d'altronde il concerto avrà luogo a breve, il repertorio è scarno e qualcosa bisogna pur presentare.

il testo della controversa canzone racconta una scena notturna, fuori dal tempo. protagonista è un poeta, cui in sogno, una notte, appaiono vari animali, un gufo, un lupo, un gatto, una lucertola e una cicala. tutti domi e silenziosi. lui li guarda negli occhi uno a uno, e sguardo dopo sguardo perde un po' della sua vista, fino a diventare completamente cieco. a quel punto nel sogno appare Era, dea del matrimonio e della fedeltà coniugale secondo la mitologia greca. il poeta, ormai cieco, non può vederla, ma dal testo apprendiamo che ella, ad occhi socchiusi, in preda ad un sonno quasi irresistibile, è intenta a ricoprire d'una sottile lamina d'oro un grande gettone di stagno, cogliendo il prezios…
incontravo Battiato e gli chiedevo se avesse studiato con Stockhausen a Darmstadt, mi rispondeva di sì, gli chiedevo poi se fosse per quello che in Patriots aveva detto "la musica contemporanea mi butta giù": l'esperienza da compositore sperimentale l'aveva messo in crisi. mi ripondeva di sì anche stavolta, un po' frettolosamente ma cordialmente e col sorriso sulle labbra. in un altro momento del sogno sentivo alcune sue musiche, molto sperimentali ma al tempo stesso già abbastanza vicine a quelle della "Voce del padrone". lo dicevo, non so a chi ma lo dicevo: queste musiche ricordano già la voce del padrone.

altri sogni di stanotte, sempre sulla musica. stavo arrangiando alcuni brani con Cristina, al computer. a un certo punto mando uno stralcio di musica al contrario e lei mi fa, molto severamente: la musica al contrario la devi cancellare.

Le buatte non finiscono mai

a certa gente interessa la decostruzione, a certa altra pure, solo che la camuffa da linea dritta, e a ben vedere nessuno più dice cose che siano comprensibili attraverso i millenni.
mi sembra importante

quando i nostri codici saranno perduti, in modo così abissale da non poter più tradurre niente, ci saranno memorie a stato solido fossili che in tanti sapranno leggere senza far girare. dentro ci saranno mozart e sallustio, io e la stele di rosetta, siamo donne e mastro don gesualdo.

e tra tutte queste cose due o tre saranno capite, e cioè la gomma da cancellare, il ruolo del morto a bridge e lo sciroppo di menta.

gli sforzi anali di tanti artisti a noi contemporanei, per la gente futura si confonderanno con una natura spettrale, in cui i rifiuti atomici della nostra civiltà, sintetizzati da chissà quanti milioni di notti, saranno il terriccio di una nuova e rigogliosa vita dai colori inimmaginabili, che l'uomo di quel dì potrà mangiare e abitare, senza alcuna tensione riproduttiv…

Buatta di merda

ci vuole una gran faccia di culo per presentarsi su un blog un anno e mezzo dopo l'ultimo post e mettersi a scrivere qualcosa di nuovo. bisogna essere gente proprio che non rispetta le regole, proprio.

gli argomenti, però, sono tanti e interessanti, credetemi.

oggi è per me l'ultimo giorno di lavoro presso la buatta di merda che per lunghi anni, nonché in modo assai intermittente, mi ha dato un impiego alimentare, e presso la quale mai più potrò essere assunto, avendo raggiunto il limite legale di 18 mesi complessivi di contratto a tempo determinato. e per fortuna.

già, perché se la mia situazione economico finanziaria non è delle più agevoli, posso ora di nuovo e forse definitivamente presentarmi alla ribalta del mondo. per chi non avesse avuto genio di seguire ultimamente le mie mirabolanti peripezie, basti sapere che sono tornato ovvero ho inziato a fare musica in modo costante.